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La crisi e la spagnolaModifica

La guerra era finita. Ma le difficoltà no. C'era fame, desolazione, distruzione e povertà in tutta Italia questi climi non erano i migliori. Cresceva inoltre il rancore per una vittoria mutiliata infatti l'Italia non aveva avuto i compensi territoriali che le erano stati promessi. A questo stato di crisi si aggiunse un terribile epidemia: la spagnola che fece tantissime vittime. I soldati tornavano dalla guerra senza un lavoro ne una casa ed erano stremati. Le fabbriche dovettero licenziare e cambiare produzione da militare a civile. Le donne, assunte al posto degli uomini che andavano in guerra, persero il lavoro. Il malcontento cresceva ovunque.

D'Annunzio e la città di Fiume Modifica

Il poeta Gabriele D'annunzio(1863-1938) guidò un impresa per la conquista dela città di Fiume. Nonsostante il suo coraggio e l'occupazione il capo di stato Francesco Saverio Nitti non si occupò della vicenda e D'Annunzio rimase barricato in città. Quando al governo tornò Giovanni Giolitti (1920) fece un accordo con gli IIugoslavi (trattato di Rapallo) secondo cui Istria e Zara divenivano italiane, Fiume diventava indipendente. D'Annunzio non accettò le condizioni e intervenì l'esercito che fece sgombrare Fiume. Fiume tornerà italiana sotto Benito Mussolini per poi diventare parte della Croazia.

Il PPIModifica

I liberali persero molti consensi. Infatti non riuscivano a dare una forza politica indispensabile per un paese disastrato come l'Italia. Prendeva sempre più consensi invece il Partito Popolare Italiano (PPI): creato il 18 Gennaio 1919 da Luigi Struzo. Il PPI era la base diq uello che in un futuro più lontano sarebbe stato la Democrazia Cristiana ovvero un partito cattolico. Gli obiettivi del partito erano: tutela della famiglia, della moralità publica e dell'infansia; riconoscimento del sindacato; meno controllo dello Stato su regioni, provincie e comuni; creazione di un forte ente internazionale per prevenire conflitti. Il partito si rafforzò molto nel clima di tensione del dopoguerra. Sotto il fascismo si sfassciò anche perchè Luigi Struzzo era un antifascista.

Il Biennio rossoModifica

La crisi dell'Italia si manifesto con scioperi e proteste. Gli anni 1919 e 1920 vennero chiamati Biennio Rosso perchè in Italia si sfiorò la rivoluzione comunista che c'era stata in Russia. Nel clima di tensione che si era vanuto a creare gli inscritti ai sindacati salirono la CGL raggiunse circa i 2 milioni di insritti un numero impressionante quasi eguaiato dalla CIL che ne contava 1.800.000. Nacque anche Confindustria creata dagli imprenditori per contrastare la forza dei lavoratori. Visto che non vennero concessi gli aumenti di stipendio i proletari risposero con lo scipero bianco (entravano in fabrica ma non lavoravano) gli industriali risposero con la serrata. I proletari occuparono le fabriche difendendole con le armi. Giolitti decise di far trovare un accordo tra i proletari e industriali ma la situazione rimase tesa.

Il PSI e i partiti socialisti PCI e PSUModifica

Il Partito Socialista Italiano ottennè grandi consensi lungo il biennio rosso. Nel partito erano la maggioranza i massimalisti che volevano una rivoluzione come quella russa. I massimalisti non credevano come Lennin che la rivoluzione dovesse avere bisogno dell'appoggio di un capo ma doveva partire direttamente dal popolo ecco perchè Giovanni Giolitti non temeva la rivoluzioni infatti il proletariato era disorganizato e non poteva riuscire nella rivoluzione. Inoltre il partito si diceva favorevole alla dittatura popolare e questo preocupava i ceti medi che votavano per la destra. Il partito si ruppe perchè Antonio Gramsi si staccò e creò il PCI anche Turati si staccò creando il PSU ora divise e in minoranza le forze socialiste e di sinistra non erano più in grado di controllare la politica.

Il PNF: Partito Nazionale Fascista Modifica

Molti industriali erano spaventati dalle proteste operaie e dal Partito Socialista Italiano iniziarono ad appopogiare il programma politico dell'ex. socialista Benito Mussolini (espulso dal partito perchè favorevole alla Guerra). Benito Mussolini era direttore del suo giornale "Popolo d'Italia". Il Movimento dei Fasci di Combattimento fu fonadato del 1919 e aveva posizioni nazionalista, anticlericali, antisocialiste (pur didegnando l'oppressione capitalista) e republicane. Il movimento, in un primo momento, non ottennè grandi risultati. Le proteste contadine e opeerie dettero l'occasione al Fascismo di crescere. I fascisti infatti contrastavano con forza le rivolte. Grazie alle Scquadre d'azione collaboravano con la polizia per reprimere il pericolo rosso. Lo stato appoggiava i fascisti e li vedeva come un buon mezzo per reprimere il pericolo rosso. I ceti medi e gli industriali appoggiavano il movimento spaventati dalla rivoluzione. I potenti appoggiavano quindi il movimento per reprimere il pericolo della rivoluzione. I afscisti erano sempe più forti e organizzati nel 1921 il movimento si trasformò in un partito: il Partito Nazionazionale Fascista che sempre più forte onquistava il Parlamento.









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